Il blog della 3^ Media del Don Bosco PN

17 Gennaio 2008

il sony walkman S610

Archiviato in: Uncategorized — rminato @ 5:33 pm
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ecco a voi l’ultimo walkman uscito della sony:

Sony dice (finalmente) addio all’Atrac, il suo formato proprietario, e annuncia i primi lettori Walkman (PMP) basati su standard aperto.
Tra questi, il Sony S610, che è dunque in grado di supportare tutti i formati esistenti, l’MP3, l’AAC e il WMA, anche con DRM Microsoft.
Riconosce anche il JPEG per le foto e i codec video MPEG-4 e AVC (H.264/AVC) con profilo Baseline.
Il nuovo modello non richiede più nemmeno l’utilizzo del software proprietario per il caricamento delle canzoni e la gestione del catalogo.

preso da: http://www.ictblog.it

                                                                                                    Riki

L’ultima di Britney Spears: vuole convertirsi all’Islam

Archiviato in: Musica — gdiana @ 5:08 pm
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Secondo le voci raccolte tra gli spioni che circondano ogni artista, Britney Spears starebbe meditando di convertirsi all’Islam per piacere ai genitori del fidanzato; di organizzare una finta morte; di farsi ritoccare dal chirurgo estetico e ricominciare una nuova vita in Pakistan, dove peraltro il presunto amante non ha mai messo piede. Se è vero che la povera Britney ha detto queste cose, è anche vero che crederci è quantomeno ridicolo. Certo, Britney Spears, 26 anni, in questo momento è decisamente inaffidabile e probabilmente in grado di dire qualsiasi cosa. Presa in giro da mezzo mondo, compreso l’ex marito che l’ha mollata pochi mesi dopo la nascita del secondo figlio, dici Britney e dici fango. Però sai che noia. Ormai la vera notizia sarebbe il suo ravvedimento, altrimenti basta, per favore: o il silenzio oppure pettegolezzi più credibili, please.

G94 (www.ilgiornale.it)

AMERICAN GANGSTER

Archiviato in: Spettacolo — fbelluz @ 4:24 pm

Harlem, 1968. Frank Lucas, gangster nero e “ricercato”, ama la famiglia, prega in chiesa e fa la guardia a Bumpy Johnson, un “padrino” che accoglie le suppliche di Harlem e distribuisce tacchini il Giorno del Ringraziamento. Richie Roberts, detective ebreo e incorruttibile della contea di Essex, sta divorziando dalla moglie, ha dimenticato di dire le preghiere e dà la caccia ai malavitosi e ai distributori di tacchini. Alla morte di Johnson, Lucas, più moderno e manageriale del vecchio padrino, subentra nelle sue attività, elimina gli avversari e diventa in pochi anni un potente boss della droga. Scavalcando le famiglie mafiose e rifornendosi di eroina direttamente nel sud-est asiatico, Lucas accumula una fortuna e attira l’attenzione di Richie Roberts. I loro percorsi, opposti e paralleli, si incontreranno sotto il ring del match del secolo: Alì-Frazier. Soltanto uno resterà in piedi, vincendo ai punti.
Dentro una fotografia livida e bluastra, sotto un cielo che piove pioggia e neve, si fronteggiano due eserciti: da una parte i gangsters e i poliziotti corrotti della Unità Speciale della Narcotici, dall’altra gli agenti di Roberts, “puri” come l’eroina spacciata da Lucas. Da una parte il caos, dall’altra l’ordine.
Come nel Gladiatore la disposizione degli “eserciti” prima della battaglia esprime una diversa visione del mondo: la pianificazione di un dominio (controllare il mercato dell’eroina sulla 116ma strada) e la “rivolta” contro l’aggressione dei dominatori. Anche questa volta Ridley Scott ha l’urgenza di raccontare la storia di due antagonisti che, come accade spesso nel suo cinema, sono l’uno il doppio dell’altro: Frank e Richie come Commodo e Maximus, o più indietro nel tempo e nella filmografia del regista, come i cavalieri duellanti D’Hubert e Féraud. Due destini incrociati, due percorsi chiasmici: Frank scende nell’arena (o sale sul ring) per diventare protagonista e rivendicare per sé il “sogno americano” di Luther King, Richie, spettatore diligente, assiste alla sua rappresentazione su un palcoscenico diventato universale.
Ridley Scott si porta dietro dall’Europa e porta avanti negli States il progetto di cinema d’intrattenimento colto, di mainstream che si nutre di arte, di letteratura hard-boiled, di fumetto, di spot pubblicitari e di riviste di architettura. Mutuati i fendenti metallici dei Duellanti e del Gladiatore coi colpi sibilanti di pistole e fucili automatici, American Gangster è il tentativo di mostrare il microcosmo di Frank Lucas come la metafora di un macrocosmo: la società statunitense nata dalla violenza della frontiera, dallo sterminio degli indiani e dal lavoro schiavistico. Violenza che resta una costante di questa società. Siamo negli anni ‘70 e la Storia irrompe nel film di Scott restituendo l’allucinazione del Vietnam, la temperatura del conflitto e gli interessi intorno al conflitto. Frank Lucas è un nero del Sud che costruisce una versione personale e anomala di una storia americana di successo, che sostituisce il “padre” al comando e che rappresenta l’ascesa di una generazione contro un’altra: vecchia-nuova America, vecchia-nuova “mafia” (Lucas acquisisce il modus operandi della struttura mafiosa, impiegando nel suo business i cinque fratelli e i tanti cugini). Lo stesso Frank subirà, nell’ultimo e significativo fotogramma, l’affiorare aggressivo della next generation, la generazione successiva rappresentata (ma disincarnata) dal rampante hip-pop. Il “sipario” del carcere si chiude dietro al vecchio criminale rigettato nell’arena per farsi vampirizzare dalle nuove orde di enfants terribles.
Russell Crowe e Denzel Washington sono Richie e Frank: corpi pesanti e massicci in contrasto coi volti in cui l’espressione passa per accenni lievissimi, per impercettibili increspature, per linee che si muovono appena colmando l’inquadratura senza muovere un muscolo. Attori senz’altro credo che il loro inarrivabile talento.

By faby94

 COPIATO DA:mymovimes.it

Victoria Beckham peggio vestita del 2007

Archiviato in: Moda - Fashion — ipegolo @ 12:05 pm
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Il leggendario Mr. Blackwell, l’85enne designer che ormai da 47 anni, ogni Gennaio propone la sua lista delle Worst Dressed Women dell’anno, con l’arrivo del 2008 non ha mancato all’appuntamento. Al primo posto tra le donne peggio vestite la chiacchieratissima Victoria Beckham (nella foto), incoronata reginetta dei non-eleganza. Il secondo posto se lo è aggiudicato Amy Winehouse, recentemente indicata da Karl Lagerfeld come sua nuova icona di stile. Dopo di lei tante le star criticate con un ironico cinismo per il loro look: l’attrice Mary-Kate Olsen, Fergie, Kelly Clarkson, Eva Green, Avril Lavigne, Jessica Simpson, Lindsay Lohan ( da due anni in classifica) e Alison Arngrim.E Britney, da lui in passato sbeffeggiata varie volte? Anche i critici hanno un cuore. Dopo le vicende che hanno accompagnato la cantante nel 2007 e ad inizio 2008, Blackwell, il qual è anche stilista, ha preferito lasciar perdere per non infierire. Va bene prendersela con chi al massimo avrà un composto attacco d’ira tra un bicchiere di champagne e una tartina al caviale, ma lasciamo stare chi ha divorziato, ha due figli che non si sa che fine faranno e la cui carriera pare traballante. “In questo momento della sua vita sarebbe ingiusto fare commenti su di lei”, ha detto Blackwell. “Le auguro un 2008 migliore”.

nene94 (da www.fashionblog.it e www.rockol.it)

IO SONO LEGGENDA

Archiviato in: Spettacolo, Uncategorized — fgregoris @ 9:56 am
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Io sono leggenda è un film triller con tendenze all’horror. Questo film annuncia una catastrofe che avverrà nel 2012, una famosa dottoressa cerca una cura per il cancro e la sperimenta sull’uomo ma qesto vaccino non ha successo e contamina tutta la popolazione mondiale tranne pochi. Tutti quelli contaminati dal virus si riconoscevano perchè perdevano tutti i peli presenti sul corpo, le pupille si dilatavano, i canini si allungavano, si diventava inolleranti alla luce e tutti i rapporti sociali sparivano.

Un soppravissuto restò solo a New York per cercare una cura al virus. Sulla sua strada incontra molte difficoltà e poi riesce a superarle ma…………………………..ANDATE A VEDERLO !!!!!!!!!!!!!!!!! :-)

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